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LO SCOPERTO SUI COVERED WARRANTS
di Mario Fabbri

L'antologia del Genio
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Vita vissuta: un CW sul MIB30
Approfondiamo lo spread

 

 

 

 

 

 

CW allo scoperto... a ben pensarci forse son meglio i WC al coperto... soprattutto se piove... che così non rischi di bagnarti le piume, mentre il Market Maker è andato a farsi un giro... e tu sei lì che aspetti... che più il tempo passa più ti bagni. Però chi vuole provarci... coi CW intendo, non coi WC... è bene che stia attento...

Ragazzi... fate il vostro gioco... ma con calma, che a volte potrebbe essere... non semplice come sembra vendere allo scoperto... che poi bisogna ricomprare e non è detto che sian sempre più bassi i prezzi del mattino che quelli della sera.

Il Genio non lo sa mai... il prezzo giusto, prima. Quando andava forte in borsa... beveva lo champagne... la sera al bar. Poi ha cominciato a vendere allo scoperto... E adesso beve acqua... gasata? Magari... solo della fontana, costa meno. Insomma, lo scoperto... è un discorso per astemi... naturalmente.

Il Genio

 

Per le vendite allo scoperto di CW, non sarebbe vantaggioso vendere allo scoperto e ricoprirsi dopo mesi, considerato che la grande maggioranza dei CW tende a zero all'approssimarsi della scadenza?

Ciò somiglia all'invenzione del moto perpetuo... in un mercato efficiente, se si trova qualcosa che genera un utile facile e sicuro, si deve scoprire che c'è necessariamente qualcos'altro che la impedisce...

Il prestito titoli si può sicuramente organizzare per i CW, esattamente come per le azioni. Per avere le azioni in prestito occorre come minimo pagare gli interessi di un giorno del loro controvalore, ma se anziché di azioni - che per definizione non si sa se salgono o scendono - si passa ai CW che "è facile" che scendano, quello che bisognerà pagare per convincere chi li ha a lasciarli in prestito "per mesi" sarà ben maggiore dell'interesse, perché dovrà in aggiunta compensare anche il deprezzamento atteso.

Questo maggior costo del prestito CW cancellerebbe quindi, come "deve" essere, ogni possibilità di profitto automatico.

Se il broker rende pubblica via Internet in tempo reale la "lista degli scoperti" dei propri clienti, non è possibile che qualcuno ne possa approfittare? La Borsa italiana non dà i volumi dello scoperto sui singoli titoli, e allora perché dovrebbe farlo il broker?

La Borsa Italiana non può conoscere la situazione titoli dei negoziatori e non ha quindi modo di sapere se una certa vendita è fatta o meno allo scoperto, per cui quello che fa (anzi che non fa) non può fornire indicazioni sul tema...

Dobbiamo quindi riflettere per nostro conto, e pare logico concludere che la pubblicazione degli scoperti ha soprattutto aspetti positivi per i clienti - che ne sono i fruitori - e anzi tutela più di tutti  proprio quelli che stanno operando allo scoperto o stanno considerando la possibilità di "shortare", perché può permettere di capire meglio se su di un titolo un po' sottile non si stanno per caso accumulando "troppe" vendite allo scoperto, e se quindi non è il caso di affrettarsi a chiudere lo short o non aprirlo...

o addirittura se non si stia creando una situazione di possibile affollamento da ricopertura, per cui converrebbe acquistare, per rivendere agli shortisti, "speculazione" del tutto lecita e con la quale, per altro, si aiutano gli shortisti a rientrare.

Se, per esempio, risultassero alle 17:29 troppi scoperti su un CW, allora qualcuno potrebbe arrischiarsi a comprarlo, per rivenderlo nell'after hours al posto del Market Maker, che nell'after hours tiene, magari, gli spread "un po' larghi"...

Un'altra utilità della lista è di fornire indicazioni di sentiment. Una rondine non fa primavera, ma ecco un esempio interessante dai primissimi giorni dell'operativa Directa allo scoperto: verso mezzogiorno e mezzo, per mia documentazione, ho scattato la seguente "istantanea" della lista in questione.
 

Open Interest 05.06.2001 ore 12:37:40
titolo interm.
(Euro)
acq-ven scoperto
(Euro)
% su
interm.
1 BANCA DI ROMA 189.802 36-64 52.551 27,68
2 MEDIASET 216.917 26-74 49.339 22,74
3 BANCA FIDEURAM 128.159 41-59 15.577 12,15
4 CW UC MIB30 P38000 ST01 14.088 11-89 11.959 84,88
5 BIPOP-CARIRE 835.490 42-58 8.470 1,01
6 CW UC MIB30 C40000 ST01 168.734 49-51 952 0,56

 
Anche se i clienti abilitati e operativi erano ancora pochini, si potevano già tentare delle "statistiche" e quello che si poteva dire guardando i 2 CW abilitati è che alle 12:39 i rialzisti battevano nettamente i ribassisti: 11.959 Euro a 952; ed ecco l'andamento del MIB30...
 

grafico

 
Quasi 300 punti presi tra le 12:38 e le 17:30.

Non credo che al nostro "predittore di Mib30'" andrà sempre così bene, ma l'episodio è suggestivo.

E c'è un'ultima considerazione. Per quanto abbia di solito poca simpatia per l'idea di introdurre complesse normative sul TOL, in casi in cui c'è un'informazione "chiara" - come gli scoperti che "debbono" essere ricoperti - che può conferire un vantaggio utilizzabile a chi ne dispone - la SIM stessa in primo luogo - troverei corretto richiedere che sia resa pubblica "in tempo reale".

Conoscere da questo tipo di lista che esiste uno scoperto "importante" che deve necessariamente venir coperto su di un covered non può dare un vantaggio importante al MM di quel CW?

Non penso che i MM siano generalmente così organizzati ed efficienti come qui si immagina... ma se lo fossero allora ci sarebbe un altro rischio da considerare: che anche senza bisogno della nostra statistica i MM abbiano o possano mettere in funzione da soli dei sistemi per "proiettare" questo nuovo fenomeno degli scoperti intraday da ricoprire.

In un tale scenario gli unici a operare "al buio" sarebbero gli investitori privati e la nostra statistica servirebbe allora solo a mettere il cliente in certo modo alla pari dei MM più efficienti. Il che - se il cliente sa operare - neutralizza le manovre dei possibili insiders dello scoperto.

Sono convinto che bisogna "lisciare il pelo del gatto per il suo verso": il modo giusto di trattare col mercato non è di restringere le informazioni creando potenziali insiders, ma di renderle disponibili a tutti. Poi di lì in avanti le cose le aggiusta il mercato, posto naturalmente che ci sia "un vero mercato".

C'è qui un punto spesso ignorato da molti apostoli del mercato: per avere un mercato che davvero "sistemi tutto" e che liberi da preoccupazioni di questo tipo e di altri analoghi, non basta avere delle buone regole e un bel sistema telematico che incrocia gli ordini in mezzo secondo...

occorrono anche TANTI venditori e compratori. Il "punto debole" dell'operativa su certi CW è  che "ce ne sono troppi" in relazione al numero limitato di acquirenti e venditori, e questo può rendere - entro certi limiti - manipolabile la determinazione - ufficialmente "ad opera del mercato" - dei loro prezzi.

Mario Fabbri
(Amministratore Delegato di Directa SIMpA)

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