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| LA PSICHE DEL TRADER di Vin65 |
L'antologia del Genio La voce dei trader
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Qui ragazzi c'è davvero da imparare... che anche se i titoli vi possono sembrare un po' zoologici... tra cernie, leoni e pinguini... si vuole trasmettere il messaggio che la psiche del trader può somigliare pericolosamente a quella del pollo... che quanto più è giovane tanto più è tenero... mentre gallina vecchia fa buon brodo... ma l'esperienza serve alla gallina se il brodo se lo beve lei... dico io... però non puoi essere cuoco e cotto allo stesso tempo. Come dice Vin, se il trader non vuole farsi cuocere... deve trasformarsi in una macchina... che tanto quelle sono indigeste cotte come crude... e deve operare in assenza di emozioni... che la paura e la speranza sono quelle che ti fregano... e se le sopprimi ti accorgi che sei pronto per vincere solo quando hai imparato a perdere... dice lui... mentre a me è successo proprio il contrario... che son stato pronto per perdere quando mi pareva di aver imparato a vincere. Devi avere metodo, lucidità e freddezza... dice Vin... e fortuna, aggiungo io... che senza di quella tutto scende quando deve salire... e viceversa. Però, a ben pensare, ha ragione Vin... che la fortuna, da sola, può servire poco, se non l'accompagni con le qualità di Vin... proprio come serve poco che venga fuori il sole... se te ne stai in casa a imprecare contro il brutto tempo. Il Genio |
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Addio Borsa Basta, basta cosìÚ per me è finitaÚ fermate il treno, io voglio scendere. Scrivo questo post con le lacrime agli occhiÚ non avrei mai voluto scriverlo, ma secondo me la decisione che ho preso oggi è giusta. Basta con il tradingÚ cw, azioni, fibÚ basta, non fanno più per me queste cose. E pensare che qualche giorno fa mi avevano chiesto un'intervistaÚ io non sono proprio quello adatto a questo mondo. Vi spiegoÚ Raggiunto il mio max di capitale, mi ero fatto una promessa, e cioè che il giorno che avrei perso il 50% di tutta la somma giocandomela in Borsa, avrei buttato il pc, e la restante parte dei soldi me la sarei goduta. Qualche settimana fa mi trovavo già vicino al 40% della perdita e lui (sì, Vin, proprio tu) me lo disse: lascia perdere tutto e scappa con il tuo 60%. Non l'ho ascoltato, anche perché le cose sembravano andare meglio sui titoli. Ora che mi ritrovo al 50% voglio ascoltarlo. Già qualche mese fa Peppe mi aveva detto di lasciare perdere tutto. Mi disse nel suo dialettoÚ lass perde la BorsÚ e io, come al solito, con i miei stupidi 18 anni, non l'ho ascoltato. Ma ora sono giunto al termine. Saluto voi tutti, quelli del Forum e i miei carissimi amici della chat, Giacomo, Spunto, Peppe, Ferdinando, Vin (che ormai ci ha abbandonato) e tu ToptraderÚ tu mi ci hai messo in questa strada. Non so se sarai contento della mia decisione, ma ormai ¯ presa. Vedi, tu oggi alle 4 hai detto: "Il coraggio del vero trader è quello di liquidare tutto e andarsene quando sa che gli sta andando male". Tu lo hai applicato alla giornata, io l'ho applicato a tutto. Sono ancora troppo giovane, privo di esperienza, e mi serviva qualcuno che mi stesse dietroÚ sì tu l'hai fatto, ma a 600 km di distanza non si puo fare molto. Ti auguro di vincere la porsche, così almeno mi farai fare un giro quest'estate. Michô Prima della cernia: i leoni affamati Ciao Miché, ti avevo promesso una risposta; eccola. Comincio col dirti che il tuo sfogo, manifestato con questo post, altro non è che uno sfogo, appunto. Quindi, tranquillo, che la Borsa non la abbandoni. Se lo farai, e di questo dubito fortemente, saranno altri i motivi, e non certo alcuni giorni (o mesi) di perdite. Ciò che ti serve è un metodo! Il metodo è tutto! Quando pensiamo alla parola "metodo", il sinonimo che dovrebbe apparirci davanti agli occhi è "disciplina". Mi rendo conto che parlare di disciplina a un ragazzo di 18 anni è come dire a un leone affamato di non azzannare una gazzella solo perché è feritaÚ E' nella sua natura divorarla, così come è nella natura di un diciottenne essere impulsivo. Se dicessi a un leone di non mangiare una gazzella, quello mi azzannerebbe come minimo un polpaccio. Se dicessi a un diciottenne di essere disciplinato quello, come minimo, mi riderebbe in faccia, (almeno in questo caso credo che i miei polpacci sarebbero salvi). Per un giovanissimo, essere disciplinati, vuol dire sottostare a delle regole, che a sua volta per lui vuol dire essere dei deboli, o peggio, dei perdenti. Il giovane vuole tutto, e quel che è peggio, lo vuole subito. Quando un "vecchio" come me, parla in questo modo a un ragazzo, corre il rischio di essere odiato, e questo è il rischio che io corro con te; ma non importa, lo corro volentieri... Se oggi ciò che leggi lo rifiuterai interiormente, chissà, forse un giorno, un domani, lo accetterai. Questo mi basta! Sono stato giovane anch'io, e molte volte altrettanto incosciente, alcune volte ho rischiato molto più di ciò che potevo permettermi. A volte ho vinto, a volte ho perso, e qualche volta ho rischiato di non poterci riprovare più, non parlo di Borsa ovviamente, ma della vita in generale. Alla fine, il tempo è passato, e da quel giovane incosciente che ero son diventato ciò che sono oggi: un quasi-quarantenne con quel qualcosa che vent'anni fa non sapevo nemmeno cosa fosse, e se qualcuno me ne parlava, il solo sentirne il termine mi faceva andare in bestia: l'esperienza. Esperienza e giovinezza non sono due termini che vanno d'accordo. Purtroppo! L'esperienza è merce che costa cara, al mercato della vita. Chi ce l'ha non te la vende, e se lo fa te la fa pagare carissima. Ma i risultati non sono gli stessi di chi ha dovuto faticare per crearsela. L'esperienza è un titolo le cui quotazioni sono in costante rialzo, e tanto più passa il tempo, tanto più esse valgono. Investi su di essa, e un domani ti ripagherà come niente altro potrebbe fare. Quando abbandonai i cw per passare alle azioni (dopo una brevissima parentesi col minifib), feci il classico errore che tutti hanno fatto, cioè trasportai pari pari la mia operatività di scalper impazzito (che mi ero costruito in due anni e mezzo) ai titoli. Non ci misi molto a capire (solo qualche migliaio di euro) che avrei dovuto reinventarmi di nuovo. Non ho dovuto ricominciare da zero, ma vicino allo zero. Credo di non sbagliarmi nel dire che nel dopo-cw ciò che mi ha salvato è stata la mia esperienzaÚ Nota che ho detto ciò che mi ha salvato, non ciò che mi ha fatto guadagnareÚ Per poter ricominciare a guadagnare ho dovuto accumulare l'esperienza necessaria per tener testa a questo nuovo mondo in cui mi muovevo. Credo di poterti dire con estrema tranquillità che ho cominciato a guadagnare quando ho cominciato a saper perdereÚ Sembra un gioco di parole ma ti assicuro che non lo è! L'eredità più deleteria che lo scalping strettissimo mi aveva lasciato è la non accettazione della perdita. Anche piccola, era inaccettabile. Quando guadagnavo, guadagnavo 1-2 tick e quando perdevo ne perdevo 20. Così accadeva magari che in un solo giorno perdevo ciò che avevo faticosamente raggranellato in un mese di piccoli guadagni. Storia già letta vero? Ma ti sei mai fermato a riflettere sul perché questo accade? Be', io l'ho fatto, e ne ho dedotto ciò che ti scrivo adesso. Che cos'è che ti fa prendere il gain, magari piccolo, quando c'è, con posizioni da 1 minuto e ti fa restare 1 ora quando perdi, col risultato che ti ho scritto sopra? Risposta alla prima domanda: "la paura". Risposta alla seconda domanda: "la speranza". Gann diceva che con la paura e la speranza il trader è sconfitto in partenza, e se lo diceva lui, c'è da credergli. Perché si ha paura? Perché non si conosce abbastanza ciò con cui si ha a che fare, e si teme che le conseguenze possano essere sempre più gravi di ciò che sarebbero in realtà. E' la paura dell'ignoto, radicata nell'essere umano, ciò che non si conosce si teme, fa parte del DNA dell'homo sapiens. Quando si comincia a non avere più paura di qualcosa? Quando la si conosce abbastanza da sapere come si comporta, così da adottare le contromisure di conseguenza. Per poter arrivare a conoscere bene un qualcosa, al punto da non averne più paura, hai bisogno di accumulare esperienze su esperienze. Quando si parla di persona esperta non significa che quella persona è più brava di un'altra, non necessariamente. Semplicemente, quell'individuo ha accumulato un numero tale di "ore di volo" da poter tranquillamente operare senza lo stimolo fuorviante e deleterio della paura, ma basandosi solo su fatti concreti e decisioni prese in precedenza, prima dell'apertura di una posizione, prima, non dopo. L'osservazione di un book è uno stimolo continuo che arriva al nostro cervello, e il nostro istinto tende sempre a dare la precedenza a uno stimolo visivo (irrazionale) piuttosto che a una decisone ponderata (razionale). In altre parole le tue azioni saranno governate più da ciò che vedi in quel momento (book e fluttuazioni dei prezzi) piuttosto che da ciò che pensavi prima di intraprendere l'operazione (grafici, studi, medie mobili, indicatori). Le nostre azioni sono la conseguenza diretta di ciò che sono gli stimoli esterni in quel momento. Così se il prezzo in un'operazione, dopo averci dato un gain, torna a ritracciare, togliendocelo in tutto o in parte, lo stimolo che poco prima era di speranza torna a essere di paura, e noi tenderemo a uscire precipitosamente. Finché, durante il diretto svolgimento delle operazioni avvertiremo queste due sensazioni, vorrà dire che il nostro grado di conoscenza, di esperienza, non è ancora tale da consentirci di operare al meglio delle nostre reali possibilità. Bene, mi fermo qui, credevo di farcela a scrivere tutto senza interruzione, ma mi accorgo che ci vuole più tempo, d'altronde l'argomento, secondo me, non si può esaurire in quattro e quattr'otto, e ci sarebbe ancora tanto, tantissimo da dire, tanto di cui discutere. Vado a prendere un caffè adesso, stamattina un amico mi ha chiamato chiedendomi di fargli da barcaiolo nel recuperare una cernia incastrata e io ovviamenteÚ gli ho detto di sì. Tutto sommato stamattina ho guadagnato i soldi per il gasolio, e ci scappa pure l'additivoÚ Il tempo non è granché oggi, c'è vento di scirocco e il mare è mosso, chi ci vedrà uscire dal porto di sicuro penserà che siamo dei temerari, ma non è vero, abbiamo solo l'esperienza per poterlo fare. Ci abbiamo messo 30 anni per costruirla! Dopo la cernia: i pinguini coraggiosi Bene, rieccoci, riprendiamo il discorso da dove si era interrotto. Prima però una cosa: Rene, hai ragione quando dici che esperienza e giovinezza non sono sempre del tutto incompatibili, ci sono "anziani" che non riescono comunque a darsi delle regole e seguirle religiosamente e ci sono "giovani" che pur essendo tali hanno una disciplina invidiabile. Su questo non ci piove! Non è certamente l'età anagrafica di un individuo che determina la sua propensione alla disciplina, sono altri i fattori, ma entriamo troppo nello specifico, e dovremmo toccare la sfera caratteriale della persona, con tutti i rischi che il trattare un argomento così delicato comporta. E' comunque un fatto che il giovane è più impulsivo, e di conseguenza seguire delle regole gli risulta più difficile. Esistono delle eccezioni, naturalmente, e per fortuna che è così. Un tizio che la sa lunga ha detto una cosa che esprime molto bene il concetto: "Nel corso della mia lunga carriera ho incontrato rappresentanti (il personaggio in questione aveva a che fare con quest'ambito) di ogni tipo. Ne ho incontrati di giovani, di anziani, di capaci e di incapaci. Una cosa però non mi è mai capitata: non ho mai incontrato un rappresentante anziano e incapace". Chiaro il concetto? Come dire che se ce la fai a diventare anziano (sul campo) è perché di sicuro non sei un incapace. Lo sei stato magari, quando eri inesperto, ma se ce l'hai fatta a diventare anziano vuol dire che sei stato in grado di imparare a sopravvivere, e bene pure. Già, ma quanti restano sul campo abbastanza a lungo da diventarlo, anziani? Molti abbandonano prima, o perché finiscono i denari con cui lavorare (questo è un lavoro in cui i ferri del mestiere sono le monete), o perché gettano la spugna in preda allo sconforto, oppure perché semplicemente credevano di aver trovato l'eldorado, il paradiso terrestre in cui senza sforzo alcuno, bastava chinarsi e raccogliere, invece di funghi, qualche sacco pieno di soldi, con cui andare a far baldoria. Bene, lasciatemi dire che non provo nessuna comprensione né simpatia per questo tipo di persone. Questo è un lavoro molto serio, e i risultati arrivano, con costanza, solo a chi è capace di cogliere il lato non venale del trading. Se vuoi avere dei risultati duraturi e brillanti da questa attività la devi amare almeno un po', e se non ne sei capace la devi almeno rispettare. Di sicuro non devi guardare al trading come al mezzo che ti permetterà di fare il pascià senza fatica. Devi guardare al trading come al mezzo che potrebbe farti vivere bene e con più libertà. Libertà di alzarti la mattina quando vuoi, libertà di operare da dove vuoi, libertà di non avere a che fare con gente con cui non ti trovi bene (vedi uffici, pubbliche amministrazioni, capi rompiscatole ecc). Se credi che per te fare il trading equivalga a essere schiavo del pc, degli indici, dei notiziari, di Bush, allora le possibilità sono due: o questo lavoro non fa effettivamente per te, nel qual caso ti invito ad "assaggiare" che aria tira fuori, oppure non hai saputo gestirti bene, e in questo caso qualcosa si può fareÚ Torniamo al concetto che la ripetizione nel tempo dello stesso atto porta a una sorta di "condizionamento" nelle risposte. Se stai pensando che essere condizionati voglia dire essere schiavi, ti avverto che sei in errore. Vuol dire solo agire in conseguenza a uno stimolo ricevuto, senza le interferenze che il subconscio può creare. Se il prezzo tocca un supporto e non lo buca il trading system è "condizionato" a entrare al rialzo, se il long fallisce e il prezzo ritraccia il trading system è "condizionato" a stopparsi a un certo livello. Prova a pensare a che faresti tu se ti trovassi al posto della macchina, se il prezzo tocca il supporto e non lo buca dovresti entrare al rialzo, ma, improvvisamente, inizi a vedere che il dax scende, allora forse è meglio se aspetto una conferma, ecco sale, ma, accidenti, ora scende il fib. E il nasdaq che fa il nasdaq? Forse è meglio se aspetto ancora un po'Ú Come finisce? Inutile che te lo dica, vero? Certo, non siamo macchine, siamo esseri umani, con le loro debolezze e i loro limiti. Ma in un certo qual modo raggiungere un "condizionamento" è possibile, costa fatica e lavoro duro, e soprattutto tanta, tanta pazienza. Devono aver pensato la stessa cosa i ricercatori che hanno escogitato il sistema dell'ascolto durante il sonno di cassette audio con precise istruzioni e stimoli verbali. Alcune interviste rilasciate da ex agenti segreti della CIA, già diversi anni addietro, confermano questa tesi. Perché durante il sonno? Perché quando si dorme non si è esposti a stimoli esterni e il cervello recepisce le informazioni senza essere "schermato" dal subconscio. Come dire che quando dormi i movimenti del book ti fanno un baffo, tanto il tuo stop loss è inseritoÚ Bene, condizionamento quindi, ovvero botta e risposta! Certo il trader non ha bisogno di condizionamenti creati di notte con delle audiocassette, siamo seri, ciò di cui ha bisogno è osservare il mercato stando il più possibile in disparte, senza la frenesia di operare a tutti i costi. Si guadagna molto di più operando poco e con metodo, credimi. Ma per farlo ci vuole disciplina, e per diventare disciplinati ci vuole esperienza, ovvero il tempo deve passareÚ E così siamo ritornati al punto di partenza. Quanta voglia hai di farcela? Quanto conta per te diventare libero di amministrare te stesso? Datti una risposta a queste domande e troverai molte delle risposte che sicuramente vai cercando in questi giorni. Quante cose può fare la conoscenza di ciò con cui hai a che fare. Può far apparire un pinguino più forte di un leone di mare. Io non so quanto pesi un pinguino, ma guardandolo direi che difficilmente possa superare i cento chili, così come guardando un leone di mare credo di non sbagliarmi dicendo che siamo intorno alle 2 tonnellate, forse più. Ebbene, non credevo ai miei occhi, l'altra sera, mentre guardavo la macchina del tempo, vedevo dei pinguini aggirarsi con disinvoltura in mezzo a questi bestioni, quasi con spavalderia. Gli camminavano sopra addirittura, schivando i morsi che i leoni gli allungavano, e un morso avrebbe potuto ucciderli con facilitàÚ Ma i pinguini, imperterriti, continuavano il loro cammino verso il mare. Non ho mai sentito parlare dei pinguini come di animali particolarmente coraggiosi, anzi, ho sempre creduto che passassero la vita a scappare da tutto e a prenderle da tutti. Forse che questa razza di pinguini era particolare? Pinguinus coraggiosus? No. Erano sempre gli stessi che conosciamo. Semplicemente, millenni di convivenza coi leoni marini gli hanno dato le conoscenze necessarie per muoversi in mezzo a loro con disinvoltura. Un condizionamento lungo un'evoluzione. Mi sarebbe piaciuto poter vedere i primordi di questi animali. Migliaia di anni fa, forse milioni, gli inizi non devono essere stati certamente facili, di sicuro tra le due specie c'era una distanza di sicurezza grande quanto il mare stesso. Questa distanza si è andata riducendo a mano a mano che le due specie si conoscevano sempre più, fino ad arrivare a ciò che vediamo oggi, l'incredibile. Quando guardo un pinguino non provo una sensazione di paura, anzi, credo di essere più forte e cattivo io di lui, ma se dovessi passare in mezzo ai leoni marini come fanno loro, di sicuro non lo farei nemmeno se mi dicessero che dall'altra parte ci sono i cw di UC bloccati da un mese che continuano a farsi depredareÚ Avrei paura! Io non ho alle spalle quel condizionamento di migliaia di anni. Tutto qui. Bene Michele, siamo giunti quasi alla fine di questo viaggio nella psiche del trader. Non ho certo la pretesa che quello che ti ho scritto sia sacrosanto né di aver esaurito l'argomento. Forse non ti ho nemmeno detto ciò che tu avresti voluto sentirti dire, magari avresti preferito sentir parlare di come entrare meglio nelle posizioni, come uscirne meglio, come leggere un grafico e come settare uno stocastico. Ma sarebbe stato tutto inutile, e probabilmente controproducente. Perché ciò che va bene per me è stato settato a mia immagine e somiglianza, ed è mosso dai fili della mia emotività, che è diversa dalla tua, dalle mie speranze, che sono diverse dalle tue, e dalla mia vita, che è diversa anch'essa. Devi forgiare il tuo trading system interiore lavorando su te stesso, e nessuno può farlo al posto tuo, solo tu puoi. Io posso solo dirti di avere pazienza e cominciare di nuovo con spirito diverso. E sappi che io sono sempre qui! Pinguini e cernie permettendo! Vin65 |
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